"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

103 | gennaio/febbraio 2013

9788898260485

titolo

Archeologia e progetto

Editoriale di Engramma n. 103

Giacomo Calandra di Roccolino, Olivia Sara Carli

Questo numero di Engramma presenta alcuni contributi che vanno ad arricchire il filone di ricerca, avviato da alcuni anni all’interno del Centro studi classicA Iuav, sul rapporto tra archeologia greco-romana e architettura contemporanea (si vedano, da ultimo, i materiali pubblicati in Engramma 96). In questo numero mettiamo a fuoco alcuni aspetti specifici di questa relazione complessa, nel tentativo di generare, attraverso la lettura di progetti più o meno noti e di alcune esperienze didattiche svolte di recente, una riflessione critica su alcuni possibili approcci progettuali all’antico.

I primi due saggi raccontano esperienze per molti aspetti diverse, ma che presentano affinità dal punto di vista tematico in quanto si incentrano su due progetti di recupero e ri-funzionalizzazione di un particolare tipo architettonico – il teatro – la cui funzione si conserva immutata nonostante lo scorrere del tempo e il suo mutarsi in rovina. Il primo saggio si occupa del notissimo progetto di Giorgio Grassi per il teatro romano di Sagunto, le cui vicende progettuali sono dettagliatamente ripercorse da Silvia Malcovati: nel contributo l'autrice descrive il maturare, attraverso l’esperienza didattica e di ricerca del maestro milanese, di un approccio progettuale che, benché oggetto di animate critiche, ha fatto scuola e ha avuto il merito di dare avvio a un dibattito durato moltissimi anni. Il più recente progetto per il teatro di Clunia, presentato da Flavia Zelli, permette invece di verificare quali siano stati, dal punto di vista operativo, i risultati del dibattito scatenato dal progetto di Giorgio Grassi, e quale sia l’approccio contemporaneo di fronte a casi simili.

Mauro Marzo analizza gli esiti didattici del Workshop internazionale nato dalla collaborazione tra l’Università Iuav di Venezia e la Facoltà di Architettura del Politecnico di Siviglia, incentrati sul progetto degli spazi archeologici della colonia romana di Italica, in Spagna.

In tutti e tre questi casi di studio si è dimostrata di fondamentale importanza la relazione che l’architettura antica è in grado di instaurare a livello urbano e territoriale con il contesto contemporaneo, grazie anche all’intermediazione del progetto architettonico che la rende nuovamente leggibile.

A chiusura del numero il compendio bibliografico pubblicato da Maria Bergamo dà conto di una ricerca recentemente avviata in un campo di studi ancora per molti aspetti pionieristico: le distruzioni belliche e i restauri di monumenti storici dopo la Seconda guerra mondiale (sul tema, si vedano i saggi e i testi pubblicati in Engramma n. 61, gennaio 2008); in particolare lo studio, di cui la studiosa presenta qui i primissimi risultati, riguarda le distruzioni che durante il secondo conflitto mondiale colpirono alcuni tra i maggiori siti archeologici italiani.

Pubblichiamo infine una nuova pagina tematica che raccoglie i contributi pubblicati in Engramma sul tema: Architettura e Guerra. Distruzioni, ricostruzioni e politiche della memoria (XIX-XXI secolo).

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