"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

106 | maggio 2013

9788898260515

titolo

Antichità immaginate

Editoriale di Engramma n. 106

a cura di Giacomo Calandra di Roccolino, Olivia Sara Carli

Il numero 106 di Engramma deve il titolo alla mostra in corso a Villa Adriana, Marguerite Yourcenar. Adriano, l'antichità immaginata (28 marzo - 03 novembre 2013), poiché di antichità costruite, reinterpretate e immaginate trattano i contributi che esso raccoglie.

Il numero si apre con i saggi di tre giovani studiose, laureate in Architettura all’Università IUAV di Venezia, che hanno focalizzato il loro interesse sul rapporto tra architettura e archeologia, e sulla lettura e l’interpretazione delle fonti antiche. Il saggio di Olivia Sara Carli analizza le ‘vignette’ della Tabula Peutingeriana dal punto di vista dei metodi della rappresentazione: risulta con evidenza come in alcune letture critiche dello straordinario documento cartografico, nel sostenere datazioni e interpretazioni diverse, non siano state valutate con la dovuta considerazione le convenzioni rappresentative degli edifici dal punto di vista architettonico. Il saggio di Martina Iridio e Sara Spinazzè, prende avvio dalla dettagliata disamina delle fonti letterarie ed epigrafiche della città di Zuglio (l'antica Iulium Carnicum), a partire dalla riscoperta umanistica del dato archeologico romano, per mostrare un interessante caso di falsificazione dell'antico usato quale strumento di legittimazione dell'identità cittadina.

Seguono quattro contributi presentati al convegno "Villa Adriana: memoria, storia, fortuna, futuro" (Tivoli, 16-7 maggio 2013) che affrontano dal punto di vista architettonico-compositivo, archeologico e letterario, la fortuna critica di una delle architetture antiche più studiati e ‘narrate’ fin dal Rinascimento. Oltre ai saggi di Marcello Barbanera, Pier Federico Caliari, e Nunzio Giustozzi, il saggio di Flavio Mainoli, Federica Pellati e Giuseppe Salinari affronta il tema attualissimo della comunicazione digitale utilizzata per la promozione di eventi culturali, aprendo a nuove e suggestive possibilità nella fruizione dei beni culturali.

Un’altra grande mostra recentemente conclusasi, dedicata alla figura di Pietro Bembo 'inventore' del Rinascimento (Padova 2 febbraio – 19 maggio 2013), dà lo spunto a una riflessione di Paolo Mastandrea che collega la grande rivoluzione nella comunicazione del sapere, avvenuta alla fine del XV secolo con l'invenzione della stampa, con la rivoluzione dell'era digitale che stiamo vivendo. L'importante esposizione patavina è stata anche l'occasione per ripubblicare la scheda di Lorenzo Bonoldi, dedicata a un ritratto di Isabella d'Este esposto a Padova, già segnalato nel numero 4 di Engramma. Ancora in collegamento con un pezzo esposto nella mostra di Padova – una medaglia di Adriano Fiorentino – è l'ultimo saggio di questo numero, Elisabetta Gonzaga come Danae, di Monica Centanni, che va ad arricchire gli studi sulla fortuna dell’antico nel Rinascimento, uno dei filoni tematici che la rivista di Engramma coltiva fin dai suoi primi numeri.

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