"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

120 | ottobre 2014

9788898260652

titolo

Miti in immagine: epifanie e metamorfosi

Editoriale di “Engramma” n. 120

Giulia Bordignon e Alessandra Pedersoli

Incontri e trasformazioni di dèi, uomini, animali: le vicende e i personaggi del mito giungono fino a noi dall’antichità, trasmessi da veicoli espressivi differenti ma intercomunicanti. In parole e in immagini il mythos si manifesta e si plasma, come elemento fondativo e insieme fluido del codice genetico della cultura occidentale. Alle diverse dimensioni espressive del mito, alle sue emersioni e transcodificazioni, è dedicato questo numero monografico di “Engramma”.

Il contributo di Alessandro Grilli Mito, tragedia e racconto per immagini nella ceramica greca si configura come una approfondita analisi dei diversi codici semiotici che, nella narrazione della fabula-plot, caratterizzano il dramma antico (come testo e come performance) e la pittura vascolare a soggetto mitologico: a teatro così come nell’arte figurativa la visualizzazione del racconto passa attraverso la vis imaginalis dell’artista – poeta o ceramografo – secondo caratteristiche peculiari di ciascun mezzo espressivo. La prospettiva semiotica del saggio chiarisce il rapporto tra l’inscenamento dialogico del racconto mitico e la sua percezione evenemenziale in termini di esperienza estetico-percettiva.

Il racconto per parola e il racconto per immagine condividono spazi interstiziali di reciproca risonanza, come sottolinea anche il contributo di Fabio Lo Piparo Il canestro di Ione, la κίστη di Erittonio: l’analisi del dramma euripideo mette in luce come l’indagine filologica del testo si possa proficuamente coniugare con la disamina delle testimonianze iconografiche e archeologiche nella creazione di un “paradigma indiziario” che dal mito delle origini della polis ci (ri)porta alla scena del teatro.

Ed è ancora in uno spazio mentale – un Denkraum, per dirla con Aby Warburg – che coniuga strettamente testi e figure che si iscrive un genere letterario proprio del mondo classico, quello dell’ekphrasis di opere d’arte: dall’esercizio sofistico della riconversione in immagine di un dipinto dell’antichità nasce uno dei capolavori del Rinascimento, la Calunnia di Apelle di Sandro Botticelli. A questo straordinario ‘ipertesto’ mitico-didascalico “Engramma” ha dedicato uno specifico tema di ricerca, di cui ripubblichiamo qui l’indice aggiornato, insieme a una nuova versione che illustra le molteplici interpretazioni dei rilievi che pervadono il fondale architettonico del dipinto.

Il saggio di Sara Agnoletto La "matta bestialitade" di Atamante è dedicato nello specifico proprio a uno dei rilievi della Calunnia botticelliana. In questo contributo fonti letterarie e fonti iconografiche sono convocate dall’autrice a concorrere alla formulazione di una ipotesi di riconoscimento del soggetto che ancora una volta attinge al mito antico, a partire dal thesaurus mitografico delle Metamorfosi di Ovidio.

Dal testo ovidiano fluiscono incessantemente figure e storie capaci di recepire ed esprimere, nella continua mutazione delle forme, le vibrazioni senza tempo dell’animo umano: così il poema si presta, ancora e sempre, a ‘cambiare pelle’ nella nuova, raffinata traduzione italiana di Vittorio Sermonti intervistato per “Engramma” da Silvia De Laude, ma anche a trasformarsi mediante lo sguardo cinematografico nel recente film Métamorphoses di Christophe Honoré, qui recensito da Elena Nonveiller.

Sul limes tra espressione verbale e figurale, le epifanie e le metamorfosi del mito mantengono l’equilibrio, delicatissimo, dello status nascendi: continuamente sottoposte alle sollecitazioni dell’interpretazione e dell’esegesi, serbano pur sempre la natura – per usare una felice espressione di Aldo Rossi – delle “cose che stanno per dirsi”.

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