"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

10 | luglio 2001

9788894840087

titolo

P&M | luglio 2001

a cura del Seminario di Tradizione Classica, coordinato da Lorenzo Bonoldi

Metamorfosi arboree. Ripresa, con adattamento funzionale, del topos mitologico della ninfa mutata in albero

     

a sin. Virtus Deserta -particolare - Andrea Mantegna (1490 circa)
al centro. Le sorelle di Fetonte mutate in pioppi -particolare- Santi di Tito (1572)
a dex. Apollo e Dafne, Antonio del Pollaiolo (1470-80)

  

Metamorfosi di una modella in una pianta di ulivo, immagine pubblicitaria per una linea di cosmetici a base di olio d'oliva (Italia, 2001)

     

a sin. Logo della casa di cosmetici committente
al centro Minerva scaccia i vizi -particolare- Andrea Mantegna (1502)
a dex. Apollo e Dafne, Gian Lorenzo Bernini (1622-25)

Quanta Roma fuit ipsa ruina docet

L'immagine dei Mirabilia Urbis – edifici dell'Antica Roma ancora integri – è  figura significativa della grandiosità e della monumentalità anche per il moderno linguaggio pubblicitario

  

a sin. Il Pantheon, modificato e utilizzato come immagine pubblicitaria per un sito Internet dedicato alla promozione turistica (Italia, 2000)
a dex. L'Anfiteatro Flavio, utilizzato come immagine pubblicitaria per un processore che promette imprese colossali in tempi da record (Italia, 2000)

Il messaggio pubblicato di una casa di prodotti cosmetici e il video clip della canzone "Saluto l'Inverno" di Paola Turci:
uovo e simbologia della rinascita

Laura Bumbalova

Una ditta francese di prodotti di bellezza, presenta un suo nuovo fondotinta mediante una delicata e espressiva formula pubblicitaria, in cui, ricorrendo alla simbologia antica della figura che esce da un uovo, lancia un suo messaggio: "fate rinascere il vostro colorito naturale".

Immagine pubblicitaria per un prodotto cosmetico

Lo spazio pubblicitario è in buona parte occupato da un grande uovo, che si schiude, facendo fuoriuscire una giovane donna dai capelli "a pulcino", nuda, con il mento appoggiato alla spalla, colta in atteggiamento di stupore, con sguardo fisso e bocca leggermente aperta. Il riferimento alla nascita è evidente, immediato è anche quello tra l'evento e il miracolo che il "Teint miroir" può compiere per qualsiasi donna: un volto rigenerato.

L'ideatore di questa pubblicità, coscientemente o no, costruisce il suo messaggio rifacendosi da un lato, in generale, alla simbologia dell'uovo nella tradizione pasquale cristiana (simbolo di resurrezione), nel folklore (rinascita ripetuta secondo il modello cosmogonico), negli usi funerari del mondo antico (nelle tombe come simbolo di nascita, continuità e ritorno alla vita), dall'altro, ricordando un mito, comune a molti popoli, sia pur in varianti locali, in cui proprio l'uovo occupa un posto centrale. Dall'uovo nasce il demiurgo nei miti dei Finnici, dei Lettoni, dei Peruviani, degli indigeni delle isole Sandwich e, prima ancora, nel mondo ellenico, in quello fenicio, fino a risalire all'Egitto e alla Mesopotamia. 

L'uovo del messaggio pubblicitario sembra trovare un modello iconografico molto vicino in rappresentazioni del mito di Elena, attestate su vasi italioti a figure rosse e su una piccola scultura, rinvenuti nell'Italia meridionale, l'antica Magna Grecia. Essi si rifanno a un mito, che ha evidenti legami con l'orfismo e risulta popolare ad Atene nel V sec. a.C. proprio nella versione che fa nascere Elena da un uovo deposto dalla dea Nemesis dopo la sua unione con Zeus a Ramnunte; a Leda, moglie di Tindareo, re di Sparta, viene affidato dagli dei il compito di assistere alla schiusa e di allevare poi la bambina.

Nella scena raffigurata su un'anfora di Paestum, attribuita a Python, Leda e Tindareo assistono appunto alla schiusa dell'uovo, posto su un altare, da cui fuoriesce Elena; sono presenti all'evento Hermes, Afrodite, Phoibe, sorella di Elena e Tybron, un personaggio silenico. Altro esempio simile è un cratere attribuito a Caivano, ove sono rappresentati ancora una volta Elena nascente da un uovo (il quale però, in questo caso si apre a metà, in verticale ed è posto su una colonna ionica), Leda e Tindareo. 

   

a sin. La nascita di Elena,anfora italiota a figure rosse di Python, Paestum, Museo Archeologico Nazionale
a dex. La nascita di Elena, crateredi Caivano, Napoli, Museo Archeologico

Il prodigio della nascita di Elena si ricorda anche su un cratere a campana di Bari del secondo ventennio del IV sec.a.C., attribuito al pittore di Diogene; in una scena teatrale, ispirata probabilmente a una commedia di Cratino, la "Nemesis", Elena nasce da un uovo posato su una cesta piena di panni; in presenza di una donna, forse Leda, una figura maschile (un vecchio schiavo o Tindareo?), cerca di colpire l'uovo, ma viene bloccato da un secondo personaggio (Tindareo o Zeus?). In rapporto ancora più diretto con l'immagine pubblicitaria è la piccola scultura in calcare, rinvenuta nelle vicinanze di Metaponto in una tomba del V sec.a.C.. La scultura rappresenta una bambina, verosimilmente Elena, che fuoriesce da un uovo. Fa parte del corredo funebre di una donna, forse una seguace della dottrina orfica, dottrina a cui sembra potersi ricollegare, da un punto di vista semantico, la stessa iconografia di Elena nascente dall'uovo. 

  

a sin. Rappresentazione teatraledella nascita di Elena, cratere a campana a figure rosse del pittore diDioegene, Bari, Museo Archeologico
a dex. La nascita di Elena, sculturain calcare da Metaponto.

L'uovo è nel sistema orfico, come del resto già in quello mitriaco un complesso di virtualità, da cui deriva, attraverso un'azione demiurgica, la vita; dall'uovo nasce Phanes, la cui attività demiurgica ha come ipostasi la luce e il desiderio. Da un uovo pieno di vento, generato da Nyx dalle ali nere, negli infinti seni di Erebos, secondo una versione aristofanea del mito orfico, nasce Eros dalle ali d'oro. Il tema dell'uovo mitriaco-orfico, da cui nasce il demiurgo-luce e desiderio viene riproposto, questa volta in chiave psicanalitica anche dal video clip con cui Paola Turci presenta con particolare incisività il suo single dal titolo "Saluto l'inverno". La cantante si esibisce in un grande uovo spaziale (video Saluto l'Inverno); il suo microcosmo nel macrocosmo del sistema solare, da cui, scolpita, rottamata e rigenerata, riemerge per narrare il suo prodigio, la sua trasformazione. Il suo uovo si schiude: "Ecco la novità. Al mio risveglio è arrivata da un altro pianeta un'insolita ebrezza: è la curiosità, un fervido impulso. Il motivo di un viaggio perenne, uno sguardo al di là del sistema solare... è la novità..."

  

L'uovo spaziale del video clip "Saluto l'inverno" di Paola Turci

Rigenerazione fisica quella del messaggio pubblicitario, psicologica quella del video clip per la canzone "Saluto l'inverno" di Paola Turci: in entrambi il concetto viene espresso attraverso un'immagine dalla chiara valenza simbolica, ricreando, con toni diversi, la stessa eccezionale suggestione del mitico prodigio: la schiusa dell'uovo da cui nasce la vita.

Riferimenti Bibliografici:
  • Aristofane, Gli uccelli,a cura di Giuseppe Zanetto, Vicenza 1987, p. 83, 692-697.
  • Cratino, Nemesis, in "Poetae Comici Graeci" (PCG), a cura di R. Kassel e C. Austin, vol. IV, Berlino 1983, frammenti 113 -127.
  • Silvana Fasce, Eros. La figurae il culto, Genova 1977, p. 91; pp. 92 - 93, nota 72, pp. 94 - 96;p. 100, nota 102.
  • Arthur Dale Trendall, The red-figuredvases of Paestum, Hertford 1987, p. 142; tav. 49.
  • Arthur Dale Trendall, Red FigureVases of South Italy and Sicily, Londra 1989; figg. 125, 281.

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