"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

35 | agosto/settembre 2004

titolo

Giornata di studi sull'Atlante

Diario del 19 marzo 2004

a cura di Katia Mazzucco, con la partecipazione di: Monica Centanni, Gioachino Chiarini, Alberto Ferlenga, Dorothea McEwan, Linda Selmin, Martin Warnke, Claudia Wedepohl

English abstract

La giornata del 19 marzo è stata organizzata per riunire intorno a un tavolo di lavoro alcuni dei principali fautori del rinnovato interesse per Aby Warburg e per l'Atlante della Memoria, nell’intento di di fare un punto dello stato della critica e della ricerca e di sondare le potenzialità dell'incompiuto progetto Mnemosyne. 

Con il suo approccio sinergico, e nell’auspicio di un ulteriore consolidamento della collaborazione tra i grandi istituti di studi warburghiani, l'incontro veneziano si pone come il primo appuntamento di un seminario a svolgimento periodico nel corso del quale proseguirà la discussione e la presentazione dei risultati della ricerca su Aby Warburg e sull'Atlante.

seminario | Materiali d'archivio relativi al Bilderatlas, ipotesi sulla sua genesi, struttura dell'opera: spunti e orizzonti della ricerca 

Partecipanti: Monica Centanni (Seminario di Tradizione Classica, IUAV, Venezia); Gioachino Chiarini (Centro Warburg Italia, Siena); Alberto Ferlenga (Dottorato Internazionale di Architettura Villard d’Honnecourt); Dorothea McEwan (Warburg Institute Archive, London); Martin Warnke (Warburg Haus, Hamburg); Claudia Wedepohl (Warburg Institute Archive, London); la redazione di Engramma, studenti, curiosi.

Nel corso della mattinata sono state poste alcune questioni centrali nel dibattitto sugli studi warburghiani, come la complessa definizione – anche terminologica – di un metodo warburghiano e la valorizzazione del suo potenziale applicativo. Sono, in particolare, emerse due esigenze. Da un lato, si è sottolineata la necessità di estendere e approfondire l'indagine dei materiali inediti di Aby Warburg conservati presso il Warburg Institute Archive di Londra, pur nella consapevolezza del loro carattere di non-finiti. Tali indagini sono oggi sostenute dal continuo progresso e approfondimento del lavoro di catalogazione (diretto da Dorothea McEwan con la collaborazione di Claudia Wedepohl) e dalla ripresa dei piani editoriali dell’opera completa (Akademie Verlag, Berlin; Nino Aragno Editore, Torino). Lo studio e la pubblicazione dei numerosi inediti potranno progressivamente favorire una comprensione più approfondita del pensiero dello studioso, una mappatura più chiara del profilo intellettuale di Warburg, il superamento dell’indeterminatezza e della genericità con cui ancora oggi ci si riferisce alla sua opera e, particolarmente, all’Atlante. Dall'altro, si è inteso porre in luce come nel campo degli studi culturali s’imponga oggi con forza sempre maggiore la necessità e il dovere di spezzare il perdurante stato di isolamento e la sterilizzazione del pensiero di Warburg proprio a partire dall'esemplare interdisciplinarietà dell’impresa della Biblioteca, del Bilderatlas, degli scritti licenziati in vita per le stampe o consegnati postumi al pubblico scientifico dai suoi collaboratori.

tavola rotonda | Mnemosyne ritrovata: la recente fortuna dell'Atlante di Aby Warburg

I relatori partecipanti all’incontro hanno proposto spunti e chiavi di lettura del Bilderatlas.

Sulla scorta dell'esperienza personale di editore del BilderatlasMartin Warnke ha sottolineato l'impossibilità di una lettura lineare dei complessi montaggi che compongono le tavole di Mnemosyne e la necessità – evidenziata dagli schemi interpretativi proposti nell'edizione Akademie Verlag – di considerare la qualità eminentemente visiva di tali assemblaggi, in relazione a espedienti tecnici che li in-formano, come la fotocomposizione e lo zoom su dettagli contestuali, concettuali, formali delle immagini. Nel dettaglio, si è soffermato su due esempi: sull’effetto zoom che progressivamente avvicina l’oggetto dell’indagine, come si può osservare nella sequenza delle fotografie di cronaca (Patti Lateranensi, 1929) di tavola 78; sulla tecnica di assemblaggio di tavola 25, nella quale si evidenzia visivamente la ‘discendenza’ dal disegno di Leon Battista Alberti per il Tempio Malatestiano di Rimini (parte superiore del montaggio) del complesso piano decorativo interno e, più in generale, dello stile anticheggiante quattrocentesco (le foto dei rilievi di Agostino di Duccio e Bertoldo di Giovanni nella sezione inferiore del pannello).

Gioachino Chiarini ha proposto un percorso trasversale nell'Atlante della Memoria attraverso la ricorrenza di alcune figure di demoni alati – dagli eroti, alla Nike, ai monstra della tecnologia che consentono il volo umano. Ha così evidenziato la molteplicità di letture e spunti di ricerca offerti da Mnemosyne, palesi nelle diverse versioni delle serie di tavole, e la sua complessa struttura verticale – i singoli pannelli – e orizzontale – concetti e forme che innervano e attraversano l'opera. Ulteriore percorso ermeneutico, ha notato Chiarini, è rappresentato dalla circolarità dell’opera restituita anche spazialmente dall’esposizione veneziana.

presentazione della mostra | Mnemosyne, l'Atlante di Aby Warburg, Fondazione Levi, Venezia

Monica Centanni e Linda Selmin hanno presentato l'esposizione Mnemosyne: l'Atlante di Aby Warburg allestita alla Fondazione Ugo e Olga Levi e organizzata in collaborazione con l’Associazione Mnemosyne di Roma, il Centro Warburg Italia, il Dottorato Internazionale di Architettura Villard d’Honnecourt, l’Università IUAV di Venezia.

L’illustrazione della ratio espositiva ha evidenziato lo sforzo del comitato scientifico di restituire la complessità dell'Atlante, senza celare la frammentarietà e l’incompiutezza dell’opera, ma ponendo l’accento sulla forza comunicativa del più originale lascito warburghiano. Esposto a Venezia nella versione già ricostruita dal gruppo viennese “Daedalus” (1994), il lavoro di allestimento veneziano si offre al contempo come una nuova ipotesi interpretativa sulla struttura interna del Bilderatlas.

Il contributo critico di Alberto Ferlenga ha introdotto il tema dell'affinità tra il pensiero e l’opera di Walter Benjamin e Aby Warburg, poi approfondito – nel corso delle conferenze organizzate nei giorni successivi – in un incontro intitolato alla città di Parigi. Il tema della peregrinazione labirintica del flâneur ha infine fornito lo spunto per la presentazione di una serie di incontri di approfondimento sui temi dell'Atlante – ciascuno legato a una città – che si è tenuta a cedenza giornaliera presso la sede stessa della mostra, dal 24 marzo al 2 aprile.

Monica Centanni è Coordinatrice del Seminario di Tradizione Classica dell’Università IUAV, fondatore e redattore del sito e della rivista on-line di studi warburghiani «engramma», curatrice della mostra Mnemosyne: l'Atlante di Aby Warburg (Venezia, 2004).

Gioachino Chiarini, promotore della mostra e del convegno internazionale di studio "Aby Warburg. Mnemosyne" organizzato a Siena nel 1998, è direttore del Centro Warburg Italia, fondato nel 1999 in collaborazione dal Comune di Siena, dall’Università di Siena, dall’Associazione Mnemosyne.

Alberto Ferlenga, curatore (con Monica Centanni e Fernanda De Maio) dell’allestimento della mostra Mnemosyne: l'Atlante di Aby Warburg, è Coordinatore del Dottorato Internazionale di Architettura Villard d’Honnecourt.

Linda Selmin è coordinatrice della sezione “Warburg” del sito e della rivista on-line «engramma», storica della danza e responsabile del progetto di catalogazione del fondo Benno Geiger conservato presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia.

Martin Warnke è direttore del Warburg Haus di Amburgo, riaperto nel 1995 nella restaurata sede storica della KBW <www.warburg-haus.hamburg.de>; curatore (con Horst Bredekamp, Michael Diers, Kurt W. Forster, Nicholas Mann, Salvatore Settis) dell’opera completa di Aby Warburg (Akademie Verlag, Berlin).

English abstract
Warburg's Mnemosyne. The Atlas exhibition in Venice

In 35th monographic edition, La Rivista di Engramma presents the complete range of materials dedicated to the exhibition entitled Mnemosyne: iter per labyrinthum, which took place in Venice between 19 March and 2 April 2004, and was organised by the seminary class of the Classical Tradition at IUAV Venice University, in collaboration with the Associazione Mnemosyne in Rome, the Centro Warburg Italia, and the Villard d'Honnecourt International Doctorate in Architecture.

The materials in the exhibition – the 63 plates of Aby Warburg's Atlas in photographed reproductions from the "Daedalus version" of Mnemosyne, also presented by the Centro Warburg Italia in Siena in 1998 – were made available by the Associazione Culturale Mnemosyne (Rome).

The exhibition, coordinated by Monica Centanni and Alberto Ferlenga, was housed in an ideal location in the Palazzo of the Levi Foundation on the Grand Canal, opposite the Accademia. The plates of the Mnemosyne Atlas were distributed in the four halls of the Foundation, accompanied by introductory texts on Warburg's life and works.

To present and illustrate the plates of the Bilderatlas, an itinerary divided into twelve sections, plus an introductory and a closing section, was adopted, leading to the plates being divided into fourteen sections, with explanatory panels at the beginning of the itinerary and summary panels in each hall. Each section, presented by a brief text and colour coded, indicated a possible guide to interpreting the internal structure of Mnemosyne, identifying a series of themes that innervate the Atlas – from astrology to formulas of Pathos, from the wanderings of the pagan gods to the outbreak of the antiquity during the Renaissance.

Every plate was accompanied by a title and brief resumé of its contents, a selection of Aby Warburg's notes, a caption, and a colour coded reference system giving indications of the links between the plates, and the different sections of the exhibition. As a result of the success of the colour-coded reference system which highlighted the connections between groups of plates and single plates, it was possible, for example, to identify at a glance the relationship between section 2 (archaeological models) at the beginning of the itinerary and several plates in subsequent groups: 5 (the eruption of antiquity), 6 (Dionysiac formulas of pathos), 12 (engrams). La Rivista di Egramma also makes the links between the plates and sections presented in the exhibition available on the website, thus emphasising them by the opportunities for surfing offered by the internet.

The materials in the exhibition were made more accessible as a result of a series of conferences and lectures by scholars who analysed several plates of the Atlas following an ideal itinerary in several stages (Athens, Venice, Hamburg……), from East to West, in order to give a sense of orientation to the labyrinth of the Mnemosyne Atlas.

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