"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

57 | maggio 2007

9788898260881

titolo

Il Bilderatlas Mnemosyne di Aby Warburg. Versioni e varianti nell’esempio del pannello 64 [77]

Comunicazione al convegno: Luminar VI. Internet e Umanesimo. Mercurio e Filologia: la critica del testo a nozze con il web (Venezia, 1-2 febbraio 2007)

Katia Mazzucco

Convegno Luminar 6. Internet e Umanesimo. Mercurio e Filologia: la critica a nozze con il web | Fondazione Querini Stampalia, Venezia, 1-2 febbraio 2007

Premessa

Mnemosyne è l’ultimo progetto scientifico di Aby Warburg (1866-1929), rimasto incompiuto alla morte dello studioso.

L’opera doveva essere un atlante di storia della tradizione composto da diversi volumi di tavole illustrate e di testo: materiale documentario e materiale critico-interpretativo in forma di immagine e in forma di parola. Attraverso la ricognizione documentaria, il Bilderatlas (la sezione visiva dell’opera) appare come la struttura portante, lo scheletro sul quale si costruisce l’intero libro Mnemosyne. La meticolosa elaborazione e revisione dell’Atlante visivo precede la stesura di testi che, nell’ottobre del 1929, rimangono in gran parte in una fase puramente progettuale.

Metodo e materiali usati

I materiali di questa ricerca sono documenti editi e inediti conservati al Warburg Institute Archive di Londra: fotografie dei pannnelli preparatori per le tavole del Bilderatlas (1928, 1929); carte di lavoro, testi di conferenze, frammenti incompiuti di Aby Warburg relativi agli anni di composizione dell’Atlante; corrispondenza e diari della Biblioteca Warburg di questo periodo.

Il metodo di ricerca è complicato proprio dalla natura di questo “testo di immagini”. Le sequenze fotografiche delle tavole restituiscono infatti un’immagine complessiva che si avvicina all’allestimento espositivo molto più che alla “forma libro”.

L’ultima di queste sequenze fotografiche (ottobre 1929), corredata da didascalie delle singole immagini, è oggi pubblicata in volume come “edizione” dell’Atlante di Aby Warburg.

  

   

da sinistra a destra: tavola 64 della cosiddetta “vorletzte Fassung” del Bilderatlas di Mnemosyne; tavola 24 della cosiddetta “vorletzte Fassung” del Bilderatlas di Mnemosyne; tavola 77 della cosiddetta “vorletzte Fassung” del Bilderatlas di Mnemosyne; tavola 77 della cosiddetta “letzte Fassung” del Bilderatlas di Mnemosyne

Risultato

Le cosiddette “erste, vorletzte, letzte Fassungen” del Bilderatlas Mnemosyne corrispondono alle registrazioni fotografiche di tre stadi di lavoro a una stessa sequenza di tavole, ampliata e modificata progressivamente tra la primavera del 1928 e l’ottobre del 1929.

Il “testo” Bilderatlas è stato composto aggiungendo materiali (immagini) a una struttura concettuale stabilita: dalla scansione in nuclei tematici (temi cruciali di storia della tradizione; cosiddette “prima” e “penultima versione”) alla sequenza storico-cronologica (cosiddetta “ultima versione”).

Il “testo” non è mai stato copiato o riscritto in “versioni” differenti, bensì registrato in fotografia. Il processo di lavoro (“varianti” nella composizione di immagini sulle tavole, “varianti” nella sequenza complessiva delle tavole) corrisponde a quella che oggi si può definire “sovrascrittura”.

Conclusioni

Lo spazio fisico di un luogo per l’allestimento espositivo (la mostra: Mnemosyne ritrovata. L'Atlante di Aby Warburg in mostra a Venezia ) può restitutire eloquenza a una ricostruzione filologica dei pannelli del Bilderatlas Mnemosyne, riprodotti nelle proporzioni e con le fotografie originali.

Lo spazio virtuale del web si presta come luogo delle ipotesi critiche (il database Iter per labyrinthum) rispetto alla composizione dei frammenti che documentano il progetto Mnemosyne. Come è stato efficacemente definito, l’Atlante Mnemosyne rappresenta una sorta di "incunabolo dell'ipertesto".

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