"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

151 | novembre/dicembre 2017

9788894840278

titolo

Mnemosyne contesa

Editoriale di Engramma n. 151

English version

Il tema di questo numero di Engramma è il rapporto tra Ernst Gombrich e Aby Warburg, misurato su un oggetto preciso: la tormentata vicenda editoriale del Bilderatlas Mnemosyne.

Alla sua morte, nell’ottobre del 1929, Aby Warburg lasciava incompiuto lo straordinario progetto del Bilderatlas, del quale era imminente la pubblicazione per l’editore Teubner (sul tema v., in Engramma, la presentazione di Mnemosyne). Giorgio Pasquali nel 1930 scriveva che l’Atlante era “pronto per la pubblicazione” e che la sua edizione avrebbe cambiato la storia degli studi e della divulgazione delle ricerche in campo umanistico (v. il Ricordo di Aby Warburg). Com’è noto, il grande progetto di Warburg resta sospeso per due ragioni: la morte del suo ‘regista’ e le concomitanti vicende storiche (la migrazione a Londra dell’Istituto Warburg a seguito dell’avvento al potere in Germania del partito nazionalsocialista),

Nel 1937, a Londra, il giovane Ernst Gombrich, entrato da poco a far parte del Warburgkreis, in occasione del settantesimo compleanno di Max Warburg, aveva l'incarico di confezionare un'edizione privata del Bilderatlas: il Geburtstagsatlas für Max M. Warburg. L’operazione, pensata come un dono privato, prese l’avvio con tutta probabilità per sollecitazione di Gertrud Bing e di Fritz Saxl, ovvero dello stesso Max: va comunque incontro a un desiderio della famiglia che continuava a credere nella possibilità di un esito editoriale dell’‘impresa Mnemosyne’. Conservato in due copie dattiloscritte – una conservata a Londra, una ad Amburgo – il Geburtstagsatlas, è rimasto per decenni nell’oblio ed è a tutt’oggi inedito (v. la pagina dedicata nel sito The Warburg Institute).

L’operazione di Gombrich è molto netta: seleziona 24 tavole (delle 63 presenti nell’ultima versione del Bilderatlas del 1929); da ciascuna di esse elimina diversi materiali; impagina su fondo bianco, in modo ordinato, composto e gerarchico le immagini superstiti, modificando decisamente relazioni spaziali e formati; a ognuna delle 24 tavole affianca una succinta spiegazione, una sorta di lunga didascalia, che da il senso del ‘tema’ della tavola. Alla sua versione dell’Atlas Gombrich premette una breve e densa Introduzione; pur avendo a disposizione l’Einleitung al Bilderatlas che Warburg aveva redatto nel 1929, Gombrich si discosta in modo reciso, sul piano concettuale e terminologico, dall’impostazione che Warburg aveva voluto per il suo opus.

Lo studio del Geburtstagsatlas permette di gettar luce sulle premesse della riflessione teorica di Gombrich su Warburg, confluite nel celebre Aby Warburg. An Intellectual Biography, del 1970 (sulla biografia di Gombrich, v. in Engramma la scheda Aby Warburg e i suoi biografi; la recensione critica all'edizione italiana Feltrinelli 1983 di Guglielmo Bilancioni; la Introduzione alla nuova edizione Feltrinelli 2003).

Engramma 151 presenta: una prima edizione digitale Geburtstagsatlas di Gombrich, composta dalla collazione dei due esemplari dattiloscritti presenti presso The Warburg Institute di Londra e il Warburg-Haus di Amburgo; il testo originale tedesco e la traduzione italiana dell’Einleitung di Ernst Gombrich al Geburtstagsatlas con Appunti sul lessico, a cura del Seminario Mnemosyne, dai quali si evincono le diversi impostazioni di pensiero sottese alle due introduzioni, e quindi elementi per un primo confronto tra il metodo Warburg e il metodo di Gombrich; un saggio di Victoria Cirlot, sui concetti di Zwischenraum/Denkraum, termini fondamentali nella Introduzione all'Atlas di Warburg, che Gombrich scotomizza  (già in versione originale spagnola in Engramma 150); Esericizi di confronto tra le tavole 7, 30, 37 di Mnemosyne e la versione di Gombrich, di Salvatore Settis, Alessandra Pedersoli, Simone Culotta; un contributo di Matias Nativo e Alessia Prati su Ronald Brooks Kitaj, autore di un ritratto di Ernst Gombrich (rifiutato dallo stesso) e del ritratto di ‘Aby come Menade‘ che abbiamo adottato come immagine di copertina di questo numero di Engramma. In chiusura, Bibliography. Works by Aby Warburg and secondary literature (2017), l'aggiornamento della bibliografia warburghiana a cura di Marilena Calcara e Monica Centanni.

Va ricordato, infine, che i materiali che presentiamo in questo numero sono frutto del lavoro del Seminario itinerante che negli ultimi 3 anni ha fatto tappa al centro studi classicA-Iuav di Venezia (I tappa 2014; II tappa 2015); al Warburg-Haus di Amburgo (III tappa, 2015); alla Scuola Normale Superiore di Pisa (IV tappa, 2016); all'Università Pompeu Fabra di Barcelona (V tappa 2017); alla Scuola Normale Superiore di Pisa, Palazzo di Cortona (VI tappa 2017); al Warburg-Haus di Amburgo (VII tappa 2017).

 

Warburgwandergelehrten Seminar
a sin. Palazzo di Cortona (Scuola Normale Superiore di Pisa), 13 giugno 2017.
a dex. Warburg-Haus Hamburg, 27 novembre 2017.

Mnemosyne challenged

Editorial paper Engramma no. 151

In his death in October 1929, Aby Warburg left the extraordinary project of Bilderatlas which was soon to be published by Teubner (see, in Engramma, the presentation of Mnemosyne Atlas) unfinished. Giorgio Pasquali wrote in 1930 that the Atlas was “ready for publication”, and that its publication would change the history of studies and dissemination of research in the humanistic field (see A tribute to Aby Warburg, by Giorgio Pasquali).

As we know, Warburg's great project was suspended for two reasons: the death of its ‘director’, and the contemporary historical events (the emigration of the Warburg Institute to London because of the Nazi Party's rise to power in Germany).

In 1937, Ernst Gombrich, who had just joined the Warburgkreis in London, was commissioned to produce a private edition of the Bilderatlas. Geburtstagsatlas für Max M. Warburg for 70th birthday of Aby Warburg' brother. The operation, conceived as a private gift, was probably initiated by Gertrud Bing and Fritz Saxl, or Max himself: the undertaking was intended to satisfy the family’s wishes as they continued to believe that the Mnemosyne project could be published. Preserved in two typewritten copies - one kept in London, the other in Hamburg - the Geburtstagsatlas, was for decades consigned to oblivion and still remains unpublished (see the dedicated page in The Warburg Institute website).

Gombrich's modus operandi is very clear: he selects 24 panels (out of the 63 of the latest version of the Bilderatlas of 1929); removes many images from each of the panels; lays out the surviving images on a white background, in a well-balanced and hierarchical order, by modifying original formats and space relations; each of the 24 panels is furnished with a brief but condensed explanation of its main topics. Gombrich introduces his version of the Atlas with a short but charged premise; although a copy of the Einleitung to Mnemosyne to the Bilderatlas written by Warburg in 1929 is available to him, he firmly disassociates himself from it, both formally and conceptually.

An analysis of Gombrich's Geburtstagsatlas makes it possible to throw light on the introduction to his theoretical reflections on Warburg that would be included in his seminal publication: Aby Warburg. An Intellectual Biography (London, 1970). On Gombrich's biography, see in Engramma, Aby Warburg and his biographers; the critical review of the Italian edition (Feltrinelli, 1983) by Guglielmo Bilancioni), and the Introduction to the new Feltrinelli edition (2003).

Engramma 151 presents: a first digital edition of the Geburtstagsatlas by Gombrich, from the collation of the two typewritten specimens preserved at The Warburg Institute in London and the Warburg-Haus in Hamburg; the original German text with a traslation into italian of Gombrich's Introduction to the Geburtstagsatlas, curated by Seminario Mnemosyne, which highlights their different ways of thinking, and elements for a first attempt to compare Warburg's methodology with Gombrich's; an essay by Victoria Cirlot on the concepts of Zwischenraum/Denkraum, fundamental terms in Warburg's Introduction to Mnemosyne Atlas introduction, scotomised by Gombrich (see original text in Spanish, in Engramma no. 150); Exercises in comparison with Warburg's Mnemosyne Panels 7, 30, 37, and Gombrich's version, by Salvatore Settis, Alessandra Pedersoli, Simone Culotta; a paper by Matias Nativo and Alessia Prati on Ronald Brooks Kitaj, author of a protrait of Ernst Gombrich, rejected by Gombrich himself, and of the painting “Aby as Maenad”, adopted as the cover image of this issue of Engramma. To conclude, Bibliography. Works by Aby Warburg and secondary literature (2017), an updated bibliography of both primary and secondary literature on Warburg, by Marilena Calcara and Monica Centanni.

Finally, it should be remembered that the materials presented in this issue are the resultof the work of the itinerant Seminar which in the last 3 years has spent two stages at classicA-Iuav (1st stage 2014, 2nd stage 2015); Warburg-Haus in Hamburg (3rd stage 2015); Scuola Normale Superiore in Pisa (4th stage 2016); Barcelona Pompeu Fabra Universitat in Barcelona (5th stage 2017); Scuola Normale Superiore in Palazzo di Cortona (6th stage 2017); at the Warburg-Haus in Hamburg (7th stage 2017).

 

Warburgwandergelehrten Seminar
left: Palazzo di Cortona (Scuola Normale Superiore di Pisa), 13 june 2017.
right: Warburg-Haus Hamburg, 27 November 2017.

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