"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

76 | dicembre 2009

9788898260218

titolo

Presentazione di Engramma 76

a cura del Centro studi classicA

Ancora una volta la stella di Alessandro splende nel suo fulgore. Due momenti di analisi e studio sono riservati alla tradizione della sua immagine: questo numero 76 di Engramma e la Giornata di studi di mercoledì 9 dicembre 2009 nell'Aula Magna ai Tolentini dell'Università Iuav di Venezia, a cura del centro studi ClassicA. Due eventi, con strutture diverse, espongono l'avanzamento della ricerca e la molteplicità dei punti di vista con cui si può accedere al mito millenario di Alessandro il Grande.

Dal 2005 uno dei seminari di ricerca del Centro Studi Architettura Civiltà e Tradizione del Classico si occupa di alcuni reperti veneziani ascrivibili al mito, all’eredità e alla tradizione storica e iconografica di Alessandro Magno. L’esito di parte dei risultati d’indagine è stato pubblicato in Engramma n. 67 e presentato alla stampa nel marzo 2009: l'interesse di quella prima tappa della ricerca era incentrato sulla lastra lapidea conservata nel chiostro di Sant’Apollonia, per la prima volta analizzata sotto il profilo petrografico, iconografico e iconologico.

Ma l’immagine del grande e leggendario conquistatore del mondo si ritrova ancora in alcuni disparati, singolari e non sempre studiati oggetti conservati a Venezia: dalla famosa lastra del volo di Alessandro con i grifoni sulla facciata nord della Basilica di San Marco, alle placchette inserite nella cornice della Pala d’Oro; dai capitelli del Palazzo Ducale, alle sculture conservate all’Archeologico; e ancora dai manoscritti illustrati del Romanzo dell’Isola di San Lazzaro, del Correr, del Museo Ellenico fino alla preziosa copia dell’Iskander Nama conservata presso la biblioteca Marciana; dalle monete e contorniati, alla misteriosa stele con scudo macedone che si trova nel lapidario del Museo diocesano. Attraverso la lunga storia della fortuna di Alessandro, Venezia e il suo mito si lasciano leggere in una prospettiva ancora diversa, ed emerge un’ulteriore filo nell'intreccio dei significati simbolici legati ai fondamenti del potere e alla celebrazione della città dogale.

Intorno a queste 'tracce' si sviluppa la Giornata di Studi, durante la quale sono presentati pannelli espositivi e videoproiezioni sulla storia e sulla fortuna del mito di Alessandro il Grande, di cui qui si pubblica parte dei materiali.

Una mappa apre la 'cerca' dei luoghi veneziani che accolgono, custodiscono e celano gli oggetti sopra elencati: ognuno di essi a sua volta rimanda ad un aspetto diverso del mito e della storia del macedone.
Di particolare rilievo inoltre sono le ipotesi di ricostruzione del monumento a cui la lastra di Sant'Apollonia apparteneva, a cura di Maddalena Bassani e Giulio Testori.

Parallelamente, in questo numero di Engramma si svolgono ulteriori approfondimenti. Dell'iconografia della stella argeade, oggi contesa tra Grecia e Macedonia, trattano Cinzia Dal Maso nell'intervista a Risto Karajkov – corrispondente dell' "Osservatorio sui Balcani" da Skopije, nell'intervista a Eleonora Petrova-Mitevska, fino a ieri ambasciatrice della Macedonia a Strasburgo. La ricerca della perduta tomba di Alessandro – di cui la stele di Sant'Apollonia sembrava erronenamente un tassello fondamentale – viene riconsiderata in relazione al celebre sarcofago in alabastro del Cimitero Latino di Alessandria d'Egitto di cui Cinzia Dal Maso racconta il ritrovamento archeologico e Lorenzo Lazzarini propone una inedita analisi petrografica. Alla stele di Sant'Apollonia sono dedicate anche alcune pagine dell'ultimo libro di Valerio Massimo Manfredi – ospite alla giornata studi.

Claudia Daniotti cura un aggiornamento sulla fortuna del mito di Alessandro, con una recensione scelta di pubblicazioni editoriali, eventi e mostre.

Infine il saggio di Monica Centanni sul Lungo volo di Alessandro, rileggendo attraverso i secoli il significato dell'episodio del volo nel Romanzo di Alessandro, restituisce pienezza di significato alla lastra marmorea esposta sulla facciata nord della Basilica di San Marco: l'ascesa di Alessandro al cielo con i magici grifoni – stigmatizzata da un filone della tradizione tardo-antica e medievale come exemplum superbiae – risplende con valore del tutto positivo in un contesto in cui la figura del primo kosmokrator sigla la continuità dai basileis bizantini al doge di Venezia.

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