"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

45 | gennaio 2006

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Il nuovo Museo Cambellotti a Latina

Recensione a: Museo Duilio Cambellotti, Latina, Piazza San Marco, Palazzo della Cultura

Simona Dolari

La fama artistica e di conseguenza anche la fortuna critica di Duilio Cambellotti è in costante ascesa, come dimostrano le varie mostre, con annessi cataloghi, che si sono succedute nel corso degli ultimissimi anni – Roma, Ragusa, Siracusa, Palermo: in questo contesto di 'riscoperta' dell'artista si inserisce l'apertura, avvenuta a Latina nell'ottobre 2005, del museo a lui dedicato.

Realizzato all'interno dell'edificio progettato da Oriolo Frezzotti nel 1932 per ospitare l'Opera Nazionale Balilla, esso conserva alcune delle opere eseguite da Cambellotti ispirate e destinate ai luoghi pontini, e in particolare i cartoni preparatori originali del ciclo pittorico La redenzione dell'Agro che decora la Sala della Prefettura di Latina.

Ai temi legati alla Campagna Romana, cui l'artista si dedicò su più fronti per un lungo periodo della sua vita in collaborazione con G. Balla, A. Marcucci, S. Aleramo, A. e M. Celli, è soprattutto dedicato il catalogo Il Museo Duilio Cambellotti, pubblicato dalla Palombi Editori con data 2002, ma messo in distribuzione solo post apertura museo. Diviso per argomenti, il catalogo propone un excursus tematico in cui i maggiori studiosi del maestro romano, da Anna Maria Damigella a Paola Pallottino a Francesco Tetro, approfondiscono alcuni dei soggetti cardine di una vasta e definita produzione cambellottiana. Primo fra tutti il tema dell'acqua e delle fontane, illustrato e documentato da opere spesso inedite, poi il tema di "Roma 1911", l'importante rassegna organizzata per il Cinquantenario di Roma Capitale, che vide l'artista presentare, collocate nella Grande Capanna, opere d'arte accostate ai manufatti quotidiani dei pastori transumanti, e in particolare una sezione dedicata al grandissimo e imponente fregio della Prefettura del 1934 in cui, quasi a riepilogo della sua lunga attività nei luoghi pontini, richiama alcuni dei soggetti a lui più cari legati al "miracolo della bonifica".

Non mancano saggi dedicati anche alle arti decorative, in cui, facendo riferimento a questa vastissima e variegata area di attività di Duilio – soffermandosi anche sulla sua importante collezione d'opere d'arte che comprendeva dai calchi di monete rinascimentali a reperti archeologici – si torna ancora una volta a mettere in giusta luce il profondo e sentito legame di Cambellotti con le testimonianze artistiche antiche.

Da segnalare, infine, il saggio di Daniela De Angelis su Cambellotti e il cinema, in cui – pur facendo riferimento in modo pressoché esclusivo all'attività di tema e carattere laziale – si affronta un argomento molto poco conosciuto, ma non per questo meno interessante, incentrato sull'attività cinematografica del nostro artista, nei panni di scenografo, sceneggiatore e aiuto-regista, accanto ad alcuni dei personaggi più accreditati della sua epoca, da Ugo Falena ad Augusto Genina.

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