"La Rivista di Engramma (online)" ISSN 1826-901X

160 | novembre 2018

97888948401

titolo

Città come teatro. Feste e processioni tra ’400 e ’500

Editoriale di Engramma n. 160

Elisa Bastianello, Marianna Zannoni

Cesare Vecellio, Perspettiva della prima piazza di San Marco, da De gli habiti antichi, e moderni di diverse parti del mondo libri due, In Venetia: presso Damian Zenaro, 1590, I, c. 39r.

Il teatro e le feste nel Rinascimento sono uno dei temi di ricerca cruciali negli studi warburghiani. L'occasione per parlarne in questo numero parte dalle giornate “Città come Teatro: feste e processioni tra ’400 e ’500” promosse dal Centro studi ClassicA dell'Università Iuav di Venezia in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini e la Scuola Normale Superiore di Pisa. L'incontro si è svolto il 28 e 29 giugno nella splendida cornice dell'Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, dove opera l'Istituto per il Teatro e il Melodramma, uno degli otto centri di ricerca della Fondazione Giorgio Cini. Sotto la direzione della prof.ssa Maria Ida Biggi, dal 2007 l'Istituto promuove la ricerca storica in ambito teatrale e musicale dal Rinascimento all'età contemporanea. Il convegno è stato dedicato a uno degli studiosi più importanti nella valorizzazione della cultura delle corti del Rinascimento Italiano, Jacob Burckhardt (1818-1897), di cui ricorrono i duecento anni dalla nascita. Le giornate sono state particolarmente fitte di interventi e di spunti, come si può ricavare dalla locandina e dalla Presentazione fatta dai curatori del convegno, Maria Ida Biggi, Monica Centanni, Maurizio Ghelardi.

Gli interventi hanno attraversato vari aspetti degli studi, che si muovono sul piano cronologico proponendo analisi diacroniche di eventi – è il caso delle Feste fallite proposto da Giovanni Ricci – ma si estendono anche sul piano geografico, percorrendo trasversalmente l'Italia delle corti da Venezia a Napoli, passando per Ferrara, Siena e Firenze. Sul piano metodologico, è emersa tutta l’importanza dell'interdisciplinarietà con cui il fenomeno degli spettacoli e delle feste va affrontato: da una parte le possibilità, non sempre soddisfacenti, offerte dalle delle fonti archivistiche, con il caso delle Feste veneziane nel 400 (rimandiamo per questo al contributo di Elisa Bastianello) dall'altra la complessa analisi delle fonti indirette e letterarie, come la corte aragonese descritta nel poema Novencarmen di Lorenzo Valla presentato da Antonietta Iacono, che ci offre un’anteprima dell'operetta inedita. L'interesse si sposta da grandi eventi, come lo studio dell’ingresso a Siena di Carlo V narrato da Stefano Mazzoni, che spesso assumono una maggiore rilevanza grazie alla quantità di informazioni, cronache e descrizioni, anche grafiche, disponibili, ai piccoli eventi che coinvolgono l'intero ambito cittadino. La festa come fenomeno capillare e diffuso nella innervatura della città è uno dei focus su cui si è appuntata l’attenzione degli studiosi: il gruppo rappresentato da Francesca Bortoletti ci aggiorna sul progetto per la creazione di un atlante su cui si stanno mappando e integrando le informazioni provenienti da tutte le fonti disponibili su una piattaforma interattiva, in un progetto dedicato alla ‘Festa Mobile’ che vede Venezia al centro degli studi. Sempre alla città lagunare è dedicato lo studio di Caterina Soranzo, che si concentra sulla nascita del teatro alla Veneziana e sulla evoluzione degli edifici stabili per gli spettacoli alla fine del Cinquecento.

Il tema portante delle giornate di studio alla Fondazione Cini ci ha dato lo spunto per ricordare, in questo stesso numero, Pellegrino Prisciani (c1435-1518) del quale sono in corso le celebrazioni per il cinquecentenario dalla morte. Astronomo, archivista, storico, politico e molto altro, le sue opere sono passate quasi sotto silenzio per secoli, fino a quando Adolfo Venturi prima, ma soprattutto Aby Warburg non hanno riacceso l'interesse degli studiosi sul suo ruolo nella corte estense, corte che è stata evocata negli interventi di molti dei relatori. A questo umanista ferrarese la rivista di Engramma ha dedicato numerosi articoli, sia nella sua veste di ideatore del complesso schema astronomico che si cela dietro alle raffigurazioni del Ciclo dei mesi di Schifanoia – a cui sono stati dedicati, fra gli altri, i numeri monografici 102 e 105 e l'analisi della Tavola 27 del Mnemosyne Atlas – che in quella di esperto di teatro all'antica quale autore del trattato Spectacula – che è stato per la prima volta reso disponibile in una trascrizione digitale con immagini a fronte nel numero numero 85 di Engramma. Per questo motivo ci è parso giusto ospitare in appendice ai contributi di “Città come teatro” la presentazione, a firma di Riccardo Pallotti, della mostra e dei convegni organizzati, nel corso del 2018, in onore di Pellegrino Prisciani umanista e officiale della corte estense, che traccia l’attuale stato degli studi. Anche su questo tema, Engramma ha in programma di tornare presto con altre interessanti novità.

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