"La Rivista di Engramma (open access)" ISSN 1826-901X

182 | giugno 2021

97888948401

Che cosa significa, allora, Ninfa?

Editoriale di Engramma n. 182

a cura di Vittoria Magnoler e Lucrezia Not

English abstract

Helena Almeida, Pintura habitada, 1975.

Warburg incontra la Ninfa “durante una visita domenicale”: da quell’occasione si innesca un “gioco crudele”, di cui percepiamo gli umori nello scambio epistolare con l’amico André Jolles.

Warburg, la Ninfa, l’aveva scorta tra i partecipanti del Ciclo di San Giovanni, affrescato da Domenico Ghirlandaio nella chiesa fiorentina di Santa Maria Novella. Così descrive la sua presenza:

Alle loro spalle, vicino alla porta aperta corre, anzi vola, o meglio si libra, l’oggetto dei miei sogni che comincia però ad assumere le dimensioni di un affascinante incubo. Si tratta di una figura fantastica, o meglio: di un’ancella, anzi di una ninfa classica con un piatto di meravigliosi frutti esotici sulla testa che entra nella stanza sventolando il suo velo.

Ma poco dopo, Warburg stesso problematizza il senso di quel passo, domandandosi:

Che cosa significa allora questo modo di camminare leggero e vivace e al contempo molto movimentato, questo energico incedere a lunghi passi, mentre le altre figure rivelano una qualche intangibilità?

Sospendendo per un momento la questione, rimanendo in quello stato d’animo “tra l’incubo e la favola”, offriamo al lettore, sulla scia del passo leggero della Ninfa, il contenuto del numero di giugno di Engramma.

In apertura El reliquat de la Ninfa. Aproximación a la Pathosformel Ninfa en la obra de Georges Didi-Huberman di Ada Naval García. Il saggio, condotto sui binari del metodo warburghiano, espone la revisione del tema che Georges Didi-Huberman presenta nel suo Ninfa moderna. Essai sur le drapé tombé (2002). Nel seguire lo sviluppo del pensiero dello studioso francese, l’autrice delinea i caratteri che rendono il reliquat la reminiscenza dell’energia della formula patetica che emerge e si attiva nei panni caduti, riconoscendo nella Ninfa l’espressione per eccellenza della Pathosformel.

A questa indagine fa eco la conversazione intrattenuta con Didi-Huberman, curata da Lucrezia Not. In ’Moderna’, ‘Fluida’, ‘Profunda’, ‘Dolorosa’. Une entrevue sur la Ninfa avec Georges Didi-Huberman si schiudono quattro inneschi di lettura, che ripercorrono il cammino delle quattro opere didi-hubermaniane sulla Ninfa, ricollegandolo al quadro della ricerca intrapresa dal Seminario Mnemosyne.

E proprio gli studi condotti dal Seminario Mnemosyne sono al centro de Il passo della Ninfa. Lettura interpretativa di Mnemosyne Atlas, Tavola 46. Nel contributo, il Seminario Mnemosyne, coordinato da Monica Centanni e Sara Angletto, si confronta con la vitalità dell’immagine antica della Ninfa che trova nella Tavola 46 anche altre declinazioni.

Dal lavoro ermeneutico ha preso spunto per il suo saggio di approfondimento Filippo Perfetti. In Venus Virgo/Venus Magistra. Lettura della figura femminile in trono negli affreschi di Botticelli di Villa Lemmi, alla luce del montaggio di Mnemosyne Atlas, Tavola 46, l’autore propone una sintesi ragionata dello status quaestionis sugli affreschi di Villa Lemmi e rintraccia, sulla base dell’analisi di Tavola 46, un nuovo tassello relativo alla figura di Giovanna di Maso degli Albizi come Venere-virgo e Venere-magistra che riconnette la figurazione allegorica presente negli affreschi botticelliani alle immagini-impresa delle sue medaglie.

Nel numero trovano spazio presentazioni e recensioni di tre volumi editi di recente, ognuno dei quali è in certa misura collegato al tema della Ninfa.

A Luca Mazzoni, per le Edizioni di Storia e Letteratura, si deve la pubblicazione dell’edizione critica di Storia di Hester e Vita di Tubia (Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2020), di Lucrezia Tornabuoni (1427-1482). A questi poemetti fiorentini si interessò lo stesso Warburg, che proprio in Tavola 46 montò quattro immagini di pagine miniate. Per presentare il volume, Engramma pubblica alcuni excerpta dal capitolo I poemetti di Lucrezia e dal testo Storia di Hester.

Segue il volume, fresco di stampa per i tipi della casa editrice di Barcelona Alpha Decay, Ariadna abandonada. Nietzsche trabaja en el mito (Alpha Decay, Barcelona 2021) di Victoria Cirlot, nel quale la studiosa sviluppa il suo percorso alla ricerca del filo di Arianna nei testi nietzscheani.

Chiude il numero una recensione di Salvatore Settis che richiama l’attenzione sull’importante pubblicazione del volume di Aby Warburg, Three Lectures on Leonardo. 1899 (The Warburg Institute, London 2019). La raccolta di lezioni tenute da Warburg nel 1899 al Johanneum di Amburgo è curata da Bill Sherman, attuale direttore del Warburg Institute, e si configura come una pubblicazione speciale, uscita in occasione del quinto centenario della morte di Leonardo, del 120° anniversario della prima serie di conferenze pubbliche tenute da Warburg e, infine, del 75° dell’inserimento del Warburg Institute nell’Università di Londra (1944). Nella recensione, che pubblichiamo in lingua inglese, Settis mette in evidenza le intenzioni e la natura del testo warburghiano: comunicare con un pubblico più vasto e misurarsi con un taglio monografico, rintracciando, in parallelo, quel tessuto di voci e tracce che avrebbero più tardi animato le tavole del Mnemosyne Atlas.

Che cosa significa, allora, Ninfa? Il quesito che abbiamo posto come titolo di questo numero di Engramma resta inevitabilmente aperto, data la complessità del tema e della figura. La domanda è sul metodo, prima che sul tema: è l’interrogativo che anima la corrispondenza tra Warburg e Jolles, con cui si chiude la lettura di Tavola 46 del Bilderatlas, a cura del Seminario Mnemosyne. La Ninfa, si chiede Warburg, “ha davvero le sue radici nell’austera terra fiorentina?”. La sua risposta, che trova un riscontro puntuale e prezioso nel lavoro di Tavola 46, è che la Ninfa è una figura-guida che indirizza lo sguardo del filologo; ma è anche – ribatte l’amico Jolles, che con Warburg intrattiene il dialogo platonico sulla Ninfa – il soggetto e insieme l’oggetto del desiderio. Che cosa significa, allora, Ninfa? L’opera di Helena Almeida (1934-2018), scelta come immagine-guida di questo numero, può ampliare l’interrogativo ed espanderlo nel contemporaneo. Il corpo dell’artista portoghese, nelle sue sperimentazioni, si fa protesi attiva e strumento in grado di lasciare tracce, come quelle trasmesse – in modo più o meno evidente – dalla Ninfa, che, fra le molte e diverse “storie di fantasmi per persone veramente adulte” che abitano l’Atlante, è certo un “fantasma” ma pieno di vita, pronto a risvegliarsi a nuove rinascite.

English abstract

Engramma issue No. 182, Che cosa significa, allora, Ninfa?, curated by Vittoria Magnoler and Lucrezia Not, is dedicated to different questions concerning the figure of the Nymph. The essay by Ada Naval García sets out the revision that Georges Didi-Huberman presents in his Ninfa moderna. Essai sur le drapé tombé (2002). The author outlines those characters that make the reliquat (the fallen cloths) a Pathosformel, recognising in the Nymph the expression of Pathosformel par excellence. This investigation is echoed in the conversation with Didi-Huberman, curated by Lucrezia Not, in which Didi-Huberman freely responds to four suggestions arising from the reading of his four volumes on the Nymph. ‘Moderna’, ‘Fluida’, ‘Profunda’, ‘Dolorosa’. Une entrevue sur la Ninfa avec Georges Didi-Huberman remains within the framework of the research initiated by the Seminario Mnemosyne, which is the focus of the article: Il passo della Ninfa. Lettura interpretativa di Mnemosyne Atlas, Tavola 46. Filippo Perfetti’s contribution draws on the Mnemosyne Atlas as a hermeneutic device capable of enhancing research. In Venus Virgo/Venus Magistra. Lettura della figura femminile in trono negli affreschi di Botticelli di Villa Lemmi, alla luce del montaggio di Mnemosyne Atlas, Tavola 46 the author provides a historical-allegorical reading, and then addresses the question of the identities of the historical and allegorical characters depicted in the frescoes of Villa Lemmi by Sandro Botticelli. In addition, the issue features two presentations: Storia di Hester e Vita di Tubia (Roma 2020) by Lucrezia Tornabuoni (1427-1482), with a commentary by Luca Mazzoni; Ariadna abandonada. Nietzsche trabaja en el mito (Barcelona 2021) by Victoria Cirlot, a follow-up volume to Engramma 173 Arianna filosofica. Engramma No. 182 closes with Salvatore Settis' review of Three Lectures on Leonardo. 1899 (The Warburg Institute, 2019), in which Settis highlights the intentions and nature of the Warburgian text, then tracing the affinities that would animate the panels of the Mnemosyne Atlas.

keywords | Ninfa; Aby Warburg; Atlas Mnemosyne; Panel 46; Georges-Didi Huberman; Arianna; Friedrich Nietzsche.