"La Rivista di Engramma (open access)" ISSN 1826-901X

236 | giugno 2026

97888948401

Performance, una prospettiva

Presentazione di: Architettura cognitiva e critica dei performance studies. Trasmissione dei saperi performativi, Luca Sossella editore, Roma 2026

Aleksandra Jovićević, Ana Vujanović

§ Presentazione
§ Sommario del volume
§ Architettura cognitiva e critica dei Performance studies (estratto dal primo capitolo)

Presentazione

Engramma pubblica l’indice e un estratto del primo capitolo del volume Architettura cognitiva e critica dei performance studies. Trasmissione dei saperi performativi, scritto a quattro mani da Aleksandra Jovićević e Ana Vujanović, edito nel 2026 da Luca Sossella (disponibile in open access). In appendice è pubblicata inoltre una riflessione di Aleksandra Jovićević sulla dimensione performativa e gli sconfinamenti disciplinari impliciti nelle riflessioni di Aby Warburg, un testo che si inserisce in una ricerca a venire sui rapporti tra il pensiero warburghiano e le epistemologie dei performance studies.

Che cosa sono oggi i performance studies e quale posta in gioco li attraversa? Questo libro offre un quadro chiaro e aggiornato di un campo che, dagli anni ottanta a oggi, ha ridisegnato il modo di pensare le arti, il corpo e le pratiche culturali. Dalla svolta epistemologica agli ibridi contemporanei – nuovo materialismo, postumano, queer, post feminist studies, studi decoloniali, estetica e filosofia dell’arte – i performance studies hanno generato una costellazione di saperi e metodologie che sfidano i confini disciplinari e istituzionali.

Una post-disciplina in continua evoluzione, capace di interrogare la propria istituzionalizzazione e di proporre strumenti per leggere il presente, dal piano estetico a quello politico. Una guida per orientarsi in un ecosistema di pratiche, teorie e linguaggi che stanno trasformando non solo le arti performative, ma la nostra stessa idea di esperienza estetica.

Silvia Caldironi in MDSLX dei Motus (foto diSimone Stanislai).

Sommario del volume

01. Architettura cognitiva e critica dei performance studies
Aleksandra Jovićević, Ana Vujanović

02. La performance-come-emulatore
Aleksandra Jovićević

03. Il performativo e la performatività
Ana Vujanović

04. Le concezioni paradigmatiche e le pratiche performative
attraverso le macro concezioni (dell’arte) nel novecento
Aleksandra Jovićević

05. Ampliare il campo della teorizzazione della performance:
teorie dalle arti performative e teorie nelle arti performative
Ana Vujanović

06. Dal comportamento recuperato allo spettatore emancipato:
diverse forme di performance culturali
Aleksandra Jovićević

07. Performance studies e/come cultural studies: processi di
“de-auratizzazione” dell’opera d’arte
Ana Vujanović

08. Corpi politici/corpi performativi
Aleksandra Jovićević

09. La questione della proprietà: tra corpi del proletariato
e corpi del precariato
Ana Vujanović

10. Interculturalismo, postcolonialismo e la performance
interculturale nell’epoca della decolonialità
Aleksandra Jovićević

11. Performance e media
Aleksandra Jovićević

12. Conclusione: performance, memoria e futuro transindividuale
Ana Vujanović
Indice dei nomi

Architettura cognitiva e critica dei performance studies

Aleksandra Jovićević, Ana Vujanović

Genealogia epistemologica dei performance studies

La performance, le arti performative e i performance studies sono concetti, relativamente recenti e non del tutto definiti, che abbracciano varie pratiche artistiche e teoriche. Tralasciando deliberatamente le molteplici definizioni linguistiche e semantiche, con il termine “performance” intendiamo un comportamento, un’esibizione, un evento o un’azione pubblica. Con “arti performative” intendiamo, invece, le diverse pratiche artistiche, i modi del fare, come la performance art, la body art, gli happening, le diverse scritture coreografiche e corporee, che non sono solo oggetto di studio della storia dell’arte e dello spettacolo, ma anche dei performance studies. Con “performance studies” proponiamo una disciplina nata come sintesi di diverse discipline scientifiche: l’antropologia, la teatrologia, la sociologia, l’estetica, la filosofia, la psicoanalisi teorica e i cultural, feminist, gender e queer studies ecc. A prima vista, una gamma così vasta di discipline e di metodi può sembrare incoerente, ma dimostra la ‘democraticità’ e l’apertura dei performance studies, che permettono la ricerca e l’analisi di tutti gli aspetti del comportamento umano (e postumano), dalle più semplici performance nella vita quotidiana fino alle performance artistiche e culturali, incluse la performatività della scienza e della natura. Fin dalla loro fondazione, i performance studies non si limitano all’analisi degli atti performativi ma anche all’analisi dei loro contesti sociali, politici e culturali, così come le conseguenze che ne derivano. Sono proprio i contesti e le conseguenze ciò che questo libro, pensato in forma d’introduzione, si propone di articolare. Grazie ai performance studies, la nostra conoscenza di ciò che è definita come “performance” è continuamente indagata in quanto esempio di una vitale prassi artistica e allo stesso tempo come uno strumento per interpretare i molteplici processi sociali, politici e culturali. Precisamente, questo volume rappresenta un tentativo di rivolgere l’attenzione ai complessi mutamenti sociali e culturali del nostro tempo, influenzati dalle tecnologie, dalla mediatizzazione e medicalizzazione del corpo e della società, dai discorsi radicalizzati della coscienza civile, dai problemi ecologici, dai discorsi bioetici come anche dalla globalizzazione e dal mercato neoliberale tardocapitalista. I performance studies si sono sviluppati e ramificati in molteplici direzioni e di recente hanno subito notevoli cambiamenti che a livello epistemologico riflettono le tendenze di fondo e le tensioni interne alle discipline umanistiche, dalla storia dell’arte e dello spettacolo ai cultural studies. La complessità e diversità dei performance studies è spesso utilizzata per leggere e interpretare diversi fenomeni, eventi, concetti e testi sociali e culturali. Negli ultimi due decenni l’apertura degli studi verso il nuovo materialismo, le grammatiche dell’espressione corporea, le pratiche discorsive, la performatività della natura, il postumano e le diverse forme di femminismo (femminismo intersezionale, anarcofemminismo, ecofemminismo, idrofemminismo, xenofemmismo ecc.) ha permesso di sviluppare nuovi approcci e metodologie interdisciplinari. Questo volume rappresenta, quindi, un tentativo di offrire diverse definizioni dei performance studies – gettando al contempo uno sguardo critico sulla loro istituzionalizzazione – spesso definiti come una post-disciplina. Tale definizione implica che si tratti di un nuovo metodo che supera la precedente suddivisione delle discipline accademiche e che è in continua evoluzione, soggetto al cambiamento tanto quanto la società circostante[1]. Ci auguriamo che il libro così come concepito possa costituire una guida per tutte le persone interessate allo sviluppo dei performance studies, così come delle discipline affini, quali gli studi post-femministi e decoloniali, queer, black e indigenous studies, le teorie della deculturalizzazione, le nuove forme dell’estetica e della filosofia delle arti.

[1] L’espressione postdisciplina è stata articolata per la prima volta da Joseph Roach, ma non del tutto chiarita. Cfr. Joseph Roach, Culture and Performance in the Circum-Atlantic World, in Performativity and Performance, A. Parker e E.K. Sedgwick (a cura di), Routledge, New York 1995, pp. 45-63, 46. Marvin Carlson invece ha definito i performance studies una “anti-disciplina” (cfr. Marvin Carlson, Performance: A Critical Introduction, Routledge, London and New York 1996).

English abstract

Engramma publishes the table of contents and an extract from the first chapter of the book Architettura cognitiva e critica dei performance studies. Trasmissione dei saperi performativi, co-authored by Aleksandra Jovićević and Ana Vujanović, and published in 2026 by Luca Sossella (available as open access). This book provides an accessible and current overview of a field that has transformed the way we think about the arts, the body, and cultural practices from the 1980s to the present day. Spanning the epistemological turn and contemporary hybrid forms, including new materialism, posthumanism, queer theory, post-feminist studies, decolonial studies, aesthetics and the philosophy of art, performance studies have generated a constellation of knowledge and methodologies that challenge disciplinary and institutional boundaries.

keywords | Performance Studies; Disciplinary Boundaries; Epistemologies.

Per citare questo articolo / To cite this article: Aleksandra Jovićević, Ana Vujanović, Performance, una propettiva. Presentazione di: Architettura cognitiva e critica dei performance studies. Trasmissione dei saperi performativi, Luca Sossella editore 2026, “La Rivista di Engramma” n. 236, giugno 2026.