"La Rivista di Engramma (open access)" ISSN 1826-901X

Eureka>Esperidi

Sperimentazioni e applicazioni del metodo warburghiano

a cura della Redazione di Engramma

English abstract


 

L’artista ha la sua idea in un baleno. [...] Le idee si presentano allo studioso, allo scienziato, al matematico, all’inventore, in un simile momento d’energia creativa con lo stesso grido di “eureka”. La sola differenza è che all’artista la visione giunge nei termini della sua materia e della sua tecnica, mentre per gli altri l’idea è la risultante della loro disciplina, e dev’essere sottoposta al suo rigido e minuzioso controllo. (Bernard Berenson, 1947)

Fin dal primo progetto della rivista Engramma era previsto uno spazio, chiamato originariamente Eureka!, dove applicare il metodo warburghiano – dove il fulgor ille di Giordano Bruno, scelto come motto da Engramma, potesse attecchire e rifulgere.

La rubrica è stata inizialmente pensata come lo spazio in cui far precipitare e condensare la prima fase di una ricerca: l’illuminazione. Il proposito: raccogliere una serie di materiali frammentari e apparentemente solo giustapposti – immagini, testi, spunti critici – legati dal sottile filo di un’intuizione. L’esperimento: far interagire la forma grafica con la struttura del contenuto, in modo che il montaggio realizzi di per sè un modello di comunicazione scientifica originale.

La forma-saggio convenzionale si fonda su una gerarchia indiscussa testo-immagini, si articola secondo una struttura che prevede l’esibizione di fonti-bibliografia-note-corredo illustrativo, e si sviluppa secondo il procedimento retorico del genere: ipotesi, dimostrazione, tesi, ed eventuali corollari.

Nei materiali pubblicati come Eureka! da settembre 2000 a novembre/dicembre 2002, ovvero dal numero 1 al numero 21, vengono proposte:

– una breve serie di immagini, accompagnata da relative didascalie;
– il titolo, incaricato di fornire la chiave ermeneutica dell’associazione proposta;
– le citazioni testuali e critiche, a corredare e sostenere il significato che emerge dalla giustapposizione delle immagini.

La gerarchia vigente nei saggi di impianto tradizionale viene dunque rovesciata, subordinando il testo all’apparato iconografico, in modo che le sole immagini possano essere eloquenti, anche senza supporto testuale.

L’obiettivo primario di questa rubrica sperimentale è sfruttare potenzialità e possibilità offerte da alcuni programmi di web-editing, per rendere al meglio l’accostamento di immagini e parole anche attraverso un evento, un movimento, una piccola animazione. Tale sceneggiatura è intesa non come mero “effetto speciale”, ma come strumento espositivo per renderi chiari i meccanismi dell’associazione e il significato della tesi proposta (Eureka in Engramma n. 12, novembre 2001).

Tra i lavori presentati all’interno di Eureka! sono state individuate alcune tipologie prevalenti: deduzioni, confronti e riconoscimenti iconografici (eureka 1-settembre 2000; eureka 11-ottobre 2001; eureka 4-dicembre 2000), ipotesi di deduzione modello/copia (eureka 19-settembre 2002; eureka 21-novembre/dicembre 2002); riemersione di engrammi (eureka 2-ottobre 2000; eureka 20-ottobre 2002); fino a spunti di ricerca più complessi e articolati (eureka 5-gennaio 2001; eureka 8-maggio 2001).

Per la varietà delle tipologie e dei materiali, nel succedersi di prove e di sperimentazioni, il laboratorio-Eureka! si è trovato a fare i conti con problemi di ordine tecnico, metodologico e formale.

Partendo dal presupposto che la pagina web, rispetto alla pubblicazione in cartaceo, fornisce una maggiore elasticità e un diverso grado di interattività testo-immagine, un primo problema sta nell’inventare uno schema logico-formale con una forma grafica e di impaginazione che permetta di sfruttare al meglio le potenzialità del mezzo, evitando però fraintendimenti e oscurità.

La sperimentazione si presenta difficile soprattutto sotto il rispetto metodologico e formale: il senso dell’idea che nella mente dell’autore si articola spesso in modo molto complicato – ipotesi, articolazione dimostrativa, tesi – deve seguire un percorso di argomentazioni perspicue e trovare un esito comunicativo efficace; pena il rischio di ermetismo e di apparente astrusità (tipico della cosiddetta “iconologia selvaggia”) o la sembianza di ‘illuminazioni’ poco giustificate e di associazioni meramente suggestive (pretesto per le accuse di faciloneria e di difetto di rigore rivolte al metodo warburghiano).

Gli espedienti tecnico-grafici adottati per correggere la struttura e facilitare la comprensibilità dei materiali presentati nella rubrica – una “guida alla lettura” ottenuta mediante frecce, ordini di successione, animazioni (eureka 12-novembre 2001) – hanno predisposto una soluzione solo parziale al problema strutturale, all’interno di una sperimentazione che ha l’ambizione di essere insieme innovativa nelle forme, chiara nell’esposizione, rigorosa nel metodo. Immagini e testi in successione, una volta incardinati in binari rigidi e prefissati, rischiano di essere assimilabili a una sorta di pista cifrata dal vago sentore enigmistico: un rebus o un’equazione a soluzione univoca prestabilita, che il lettore è chiamato a risolvere.

Da evitare è quindi l’effetto-paradosso secondo cui la proposta della nuova forma sperimentale di comunicazione scientifica rispetto al saggio convenzionale può finire per essere più astrusa o ermetica – ma alfine anche più semplicistica e metodologicamente più debole.

Si è quindi riavviata una riflessione, a partire dall’analisi dei materiali pubblicati, sulle possibilità e sui limiti di questo metodo di ricerca e della sua forma espositiva. Le proposte della rubrica sono state messe in dialogo con altri contenitori della rivista. Si è dato il via a un confronto con la forma grafica e comunicativa, fin dall’inizio indovinata, di P&M, una rubrica che, nella specificità del campo di applicazione – la pubblicità – presenta tuttavia alcune zone di possibile sovrapposizione, uno schema argomentativo e spunti metodologici comuni con i materiali pubblicati in Eureka! (eureka 19- settembre 2002; eureka 18-luglio/agosto 2002). Un confronto utile è stato avviato anche con un’altra sezione sperimentale di engramma: la costruzione delle tavole ex novo, che prendono a modello l’Atlante Mnemosyne di Aby Warburg (Tavola fantasma ex Mnemosyne 42; Tavola ex novo de melancholia).

La nuova forma sperimentale è stata dunque individuata nella presentazione di piccole tavole costruite secondo i criteri elaborati a partire dall’osservazione del metodo messo in atto da Warburg nell’Atlante:

– una scelta accurata e rigorosa delle immagini;
– un uso accorto e razionale della tecnica di impaginazione e di montaggio;
– criteri di proporzionalità e gerarchia interna (anche di dimensione) tra le figure;
– il ricorso a riproduzioni a colori, per dare risalto ad alcune immagini a cui l’autore intende dare contestualmente un rilievo maggiore rispetto ad altre.

Oltre al titolo, di cui viene riaffermata l’importanza come chiave ermeneutica del ragionamento per immagini, sotto la tavola corrono le didascalie delle immagini e un breve testo deputato a proporre, in un ordine discorsivo, i temi e le questioni che scaturiscono dalla giustapposizione delle figure.

Si apre dunque una nuova fase di sperimentazione teorica e pratica.

Il laboratorio di Engramma propone, anche nel rinnovamento della veste grafica e dell’impaginazione della sezione, una nuova applicazione del metodo warburghiano, cercando di sfruttare al meglio il supporto della pagina web. Lo spazio sperimentale della rivista assume dunque anche un nuovo nome.

Esperidi sono le ninfe che ai confini occidentali del mondo custodiscono nei pomi d’oro un segreto di sapienza. L’avventura di questa ricerca ha come mèta la conquista di uno spazio, tutto da disegnare, in cui nell’inanellamento tra immagini e parole possano rifulgere scintille di conoscenza. L’approdo di questa cerca ora è Esperidi, nel giardino delle mitiche figlie di Atlante

English abstract

Engramma issue no. 36 includes contributions by Redazione Engramma, Monica Centanni, Lorenzo Bonoldi, Francesca Recchia, Alessandra Pedersoli, Luca Tonin, Paolo Tonin, Monica Zanettin, Daniela Sacco.

 

keywords | Esperidi; Eureka; Manet; Warburg; Kracauer; Hillman.

Per citare questo articolo: Redazione di Engramma (a cura di), Eureka>Esperidi. Sperimentazioni e applicazioni del metodo warburghiano, “La Rivista di Engramma” n.36, ottobre 2004, pp. 7-10 | PDF




doi: https://doi.org/10.25432/1826-901X/2004.36.0000